Certi odori …

Sono scesa al secondo piano del palazzo, dove si trova la lavanderia. É nel lato ovest dell’edificio, e per arrivarci bisogna attraversare un lungo corridoio. Una volta aperta la porta che separa il lato est da quello ovest, sono stata invasa da un odore di peperoni. Ed essendo stato mezzogiorno e mezzo, ed essendoci un sole pieno e caldo, ci é voluto meno di un attimo: il lungo corridoio è diventato corso Vittorio Emanuele, la moquette grigia e nera è diventata l’asfalto bruciante in agosto della via che collega il cimitero con la piazza. Ho visto la desolazione di quell’ora, quando tutti i montesanesi vanno a pranzo, ma non gli adolescenti, perché loro hanno troppa vita da vivere e andare a pranzo è un po’ una perdita di tempo. Sento gli odori di cucinato che si mischiano, si scontrano, combattono come guerrieri, soprattutto quelli di zia Irene e nonna Amelia, che sono troppo vicini. Vedo nonna incazzata perché è ora di mangiare e io non sono ancora seduta a tavola. Non perché lei abbia fame, lei alle undici ha già mangiato. Ma perché vuole sapere cosa ho fatto e cosa farò durante l’uscita del pomeriggio. Sento il ringhiare delle saracinesche che scendono, il tintinnio delle posate sui piatti, lo stesso che sento al di là delle porte grigio scuro di questo lungo corridoio. Perché non importa quanto lontano rotoli nel mondo, se un odore familiare arriva, ti prende per i capelli e ti lancia lì, a casa, in un nanosecondo. 

Fonte foto: Positano News

I commenti sono chiusi.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: