Pillola allegra del 18 ottobre 2019

Sull’autobus B43 sale la solita baby sitter (delle Barbados, o forse di St Lucia) con il bimbo dai capelli rossi e la sindrome di Down. Un uomo afro americano, con elmetto giallo, gilet arancione, scarpe antinfortunistiche e strumenti da operaio in vita che ricordano le pistole di un cowboy, cede loro il suo posto. Il bambino dai capelli rossi lo ringrazia più volte, troppe volte: thank you – thank you – thank you. Lui risponde ogni volta, tutte le volte, sorridendo: sure – of course – u welcome – no problem – uhm uhm. Sempre più dolce. Sorridendo, davvero. Facendo sorridere anche me, facendo sorridere i tre adolescenti vicino a me, che attirati da tutti quei grazie hanno alzato la testa dai loro telefoni, facendo sorridere la signora polacca con il punto nero gigante sulla guancia. Che però non sembra più così schifoso quando la signora sorride. Poi la baby sitter scende, trascinando il bambino dai capelli rossi con sé. Alcune foglie entrano nell’autobus soffiate dal vento fortissimo. Noi ci fermiamo a guardare le foglie per qualche istante, mentre ancora sorridiamo. 

Pic by Photo by Autumn Mott Rodeheaver 

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