Traslochi

Paul, il nostro proprietario di casa, ha messo in vendita il suo appartamento. E così dobbiamo abbandonare per sempre la nostra prima one bedroom. Non tutti i ricordi che ci legano ad essa avranno un profumo, anzi. Però la ricorderemo per sempre, anche perché è stato il nostro rifugio durante una pandemia mondiale. Non mi... Continue Reading →

Una zebra al contrario

“Eccomi qua, sono qua, mi vedete?” disse la matta nera nuda in mezzo alla strada. Era sempre stata una strada inutile, quella, per me. Senza una bottega dove comprare le sigarette o una barretta di cioccolato senza lecitina di soia. Un pezzetto di strada, chiamata North 9, che collega Roebling street e Driggs avenue, a... Continue Reading →

La gente viene, la gente va

La mia vicina di casa se ne è andata. Così, un caldissimo sabato mattina di fine luglio. Lei, suo marito, e la piccola Ella, di otto mesi. Quando mi sono trasferita qui, un palazzo che ricorda quelli europei nella zona nord di Williamsburg, a Brooklyn, lei era incinta. Non eravamo amiche, forse nemmeno conoscenti. Ma... Continue Reading →

Getting used to …

Human beings are born to get used to stuff. No matter how long it takes but they will eventually get used to stuff. For example, I hate changes, I hate not having control of the present, yet I am able to get used to stuff too. I got used to having an intolerance for milk.... Continue Reading →

WHO ARE YOU? (tbt)

This is for you, a man after being a woman. For you looking like a Vietnamese guerrilla but you are probably Korean. For you with short hair and thousands of tattoos. For you getting on the ferry at nine twenty from North Williamsburg, every morning, always dressed in black. For you, always sitting in the... Continue Reading →

Chatting on the bus

I am heading to a printing shop in Flatbush to pick up the playbills for my first show in New York City. It’s so far that there is only me and two gentlemen on the bus B44. The man on the left catches my attention as he pronounces a sentence that clearly reminds me of... Continue Reading →

Conversazioni sul bus

Stavo andando a ritirare le brochure per il mio primo spettacolo a New York in una tipografia lontanissima di Flatbush, a Brooklyn, così lontana che sul bus B44 alla fine eravamo rimasti solo io e due signori. Quello a sinistra ha attirato la mia attenzione perché mentre conversava con quello a destra ha pronunciato una... Continue Reading →

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