La gente viene, la gente va

La mia vicina di casa se ne è andata. Così, un caldissimo sabato mattina di fine luglio. Lei, suo marito, e la piccola Ella, di otto mesi. Quando mi sono trasferita qui, un palazzo che ricorda quelli europei nella zona nord di Williamsburg, a Brooklyn, lei era incinta. Non eravamo amiche, forse nemmeno conoscenti. Ma... Continue Reading →

Che bello, a volte, il rumore

In questi giorni di isolamento mi è capitato spesso di ascoltare i rumori. 'Quali rumori hanno in comune le mie due città?' ho pensato. La lavatrice che centrifuga? Sì. Decisamente sì. Ho chiuso gli occhi e ho sentito il profumo dei detersivi che usa mia madre, persino di quelli ecologici che profumano meno e un... Continue Reading →

Getting used to …

Human beings are born to get used to stuff. No matter how long it takes but they will eventually get used to stuff. For example, I hate changes, I hate not having control of the present, yet I am able to get used to stuff too. I got used to having an intolerance for milk.... Continue Reading →

WHO ARE YOU? (tbt)

This is for you, a man after being a woman. For you looking like a Vietnamese guerrilla but you are probably Korean. For you with short hair and thousands of tattoos. For you getting on the ferry at nine twenty from North Williamsburg, every morning, always dressed in black. For you, always sitting in the... Continue Reading →

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