Traslochi

Paul, il nostro proprietario di casa, ha messo in vendita il suo appartamento. E così dobbiamo abbandonare per sempre la nostra prima one bedroom. Non tutti i ricordi che ci legano ad essa avranno un profumo, anzi. Però la ricorderemo per sempre, anche perché è stato il nostro rifugio durante una pandemia mondiale. Non mi... Continue Reading →

Ah, Aruba

No, non è vero che da questa pandemia ne usciremo migliori. E non é nemmeno vero che cambierà per sempre il nostro modo di interagire. So che sarà così perché sto trascorrendo i quindici giorni necessari per poter rientrare a casa a New York in uno dei pochi paesi disponibili nella lista che Trump ha... Continue Reading →

Una zebra al contrario

“Eccomi qua, sono qua, mi vedete?” disse la matta nera nuda in mezzo alla strada. Era sempre stata una strada inutile, quella, per me. Senza una bottega dove comprare le sigarette o una barretta di cioccolato senza lecitina di soia. Un pezzetto di strada, chiamata North 9, che collega Roebling street e Driggs avenue, a... Continue Reading →

Abbiamo vinto tutti

Non hanno vinto solo i democratici, ha vinto la democrazia. Che è più grande di noi, che è oltre, che è la guerra vinta da chi c’è stato prima, dopo battaglie, tante, troppe, perse, versando litri di sangue e lacrime mai asciugati. Non hanno vinto solo i democratici, hanno vinto anche tutti quelli che hanno supportato Donald... Continue Reading →

Soldati alla finestra

Che strano il clima di questi giorni. È diverso, lo senti sulla pelle, un po’ come quando non sei più abituato all’umidità romana e passeggi a Villa Pamphili alle sei di sera, a novembre. Sembra tutto sospeso. I numeri dei contagi salgono, i giorni al voto diminuiscono. Formicai di gente in mascherina distanziata sei piedi... Continue Reading →

La gente viene, la gente va

La mia vicina di casa se ne è andata. Così, un caldissimo sabato mattina di fine luglio. Lei, suo marito, e la piccola Ella, di otto mesi. Quando mi sono trasferita qui, un palazzo che ricorda quelli europei nella zona nord di Williamsburg, a Brooklyn, lei era incinta. Non eravamo amiche, forse nemmeno conoscenti. Ma... Continue Reading →

La vita di ora

Che fine ha fatto la vita di prima? Io non la trovo. Non mi ricordo come ero, cosa provavo. Guardo indietro, alla me del prima, e non riesco a mettere a fuoco. Non la sento me. Non ho indossato tutte le scarpe che ho comprato e che sembravano indispensabili. Non ho incontrato le persone che... Continue Reading →

Condividiamo i privilegi

Sí. Mi piace Nick Cave ma anche Ozuna, adoro De Gregori e amo J Balvin. Perché mi fa sentire bene assecondare l'animo quando vuole fare un salto negli abissi ma anche spegnere ogni tanto quella lampadina accesa nella mia testa troppo a lungo. Penso che il bello di questa vita lo si debba alla varietà... Continue Reading →

Giugno 2020 a New York

È da un po' di notti che qui a New York non si dorme. Non per il ronzio degli elicotteri che attutito dai doppi vetri sembra una zanzara d'estate che ti disturba la bellissima fase di abbandono al sonno. Non perché ho un compagno di colore che a malapena viene emozionato dalle notizie di Minneapolis,... Continue Reading →

Che bello, a volte, il rumore

In questi giorni di isolamento mi è capitato spesso di ascoltare i rumori. 'Quali rumori hanno in comune le mie due città?' ho pensato. La lavatrice che centrifuga? Sì. Decisamente sì. Ho chiuso gli occhi e ho sentito il profumo dei detersivi che usa mia madre, persino di quelli ecologici che profumano meno e un... Continue Reading →

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