Abbiamo vinto tutti

Non hanno vinto solo i democratici, ha vinto la democrazia. Che è più grande di noi, che è oltre, che è la guerra vinta da chi c’è stato prima, dopo battaglie, tante, troppe, perse, versando litri di sangue e lacrime mai asciugati. Non hanno vinto solo i democratici, hanno vinto anche tutti quelli che hanno supportato Donald... Continue Reading →

Soldati alla finestra

Che strano il clima di questi giorni. È diverso, lo senti sulla pelle, un po’ come quando non sei più abituato all’umidità romana e passeggi a Villa Pamphili alle sei di sera, a novembre. Sembra tutto sospeso. I numeri dei contagi salgono, i giorni al voto diminuiscono. Formicai di gente in mascherina distanziata sei piedi... Continue Reading →

As at grandma’s on a Sunday

I was walking through Manhattan and I stopped by Pret a Manger for a quick sandwich on 32nd street. I sat at one of those counters stuck to the windows to see outside. On my right, a beautiful girl with curly and short hair, black as her skin. On my left, an African-American woman in... Continue Reading →

Chatting on the bus

I am heading to a printing shop in Flatbush to pick up the playbills for my first show in New York City. It’s so far that there is only me and two gentlemen on the bus B44. The man on the left catches my attention as he pronounces a sentence that clearly reminds me of... Continue Reading →

Blog su WordPress.com.

Su ↑