Nostalgia di fine estate

Ieri una mia cugina che abita a Firenze mi ha detto che se il fatto di non poter tornare mi sembra un incubo è perché non ho scelta. Che è l'impossibilità di scegliere che rende il tutto più nostalgico. Oggi, mi ha riscritto dicendomi che, ripensandoci, ho ragione ad avere il magone. Ha fatto una... Continue Reading →

La gente viene, la gente va

La mia vicina di casa se ne è andata. Così, un caldissimo sabato mattina di fine luglio. Lei, suo marito, e la piccola Ella, di otto mesi. Quando mi sono trasferita qui, un palazzo che ricorda quelli europei nella zona nord di Williamsburg, a Brooklyn, lei era incinta. Non eravamo amiche, forse nemmeno conoscenti. Ma... Continue Reading →

Condividiamo i privilegi

Sí. Mi piace Nick Cave ma anche Ozuna, adoro De Gregori e amo J Balvin. Perché mi fa sentire bene assecondare l'animo quando vuole fare un salto negli abissi ma anche spegnere ogni tanto quella lampadina accesa nella mia testa troppo a lungo. Penso che il bello di questa vita lo si debba alla varietà... Continue Reading →

Giugno 2020 a New York

È da un po' di notti che qui a New York non si dorme. Non per il ronzio degli elicotteri che attutito dai doppi vetri sembra una zanzara d'estate che ti disturba la bellissima fase di abbandono al sonno. Non perché ho un compagno di colore che a malapena viene emozionato dalle notizie di Minneapolis,... Continue Reading →

Che bello, a volte, il rumore

In questi giorni di isolamento mi è capitato spesso di ascoltare i rumori. 'Quali rumori hanno in comune le mie due città?' ho pensato. La lavatrice che centrifuga? Sì. Decisamente sì. Ho chiuso gli occhi e ho sentito il profumo dei detersivi che usa mia madre, persino di quelli ecologici che profumano meno e un... Continue Reading →

Fantasmi

Dopo circa 23 anni ho rivisto Ghost. Ho sempre ricordato di amare l'appartamento di Demi Moore, la colonna sonora, la famosa scena in cui lavora l'argilla con le mani avvolte in quelle di Patrick Swayze. Ricordavo perfettamente quanto mi terrorizzasse quando avevo dodici anni l'uomo che uccide Sam, e quanto fossero inquietanti gli spiriti neri... Continue Reading →

Noi italiani siamo dei bambini

Noi italiani siamo dei  bambini, quando siamo impazienti, capricciosi, egoisti. Non perché siamo cattivi, ma perché non abbiamo esperienza, come appunto i bambini, per capire cosa voglia dire pensare agli altri. Noi italiani siamo dei bambini quando diciamo "Io esco, tanto come fanno a sapere dove vado", perché questo equivale all'atteggiamento tipico del bambino che,... Continue Reading →

Conversazioni sul bus

Stavo andando a ritirare le brochure per il mio primo spettacolo a New York in una tipografia lontanissima di Flatbush, a Brooklyn, così lontana che sul bus B44 alla fine eravamo rimasti solo io e due signori. Quello a sinistra ha attirato la mia attenzione perché mentre conversava con quello a destra ha pronunciato una... Continue Reading →

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